La rabbia montata

La vita è difficile per tutti. Quella delle amanti è difficile per scelta. Te ne rendi conto una mattina così per caso, mentre guidi la macchina su una polverosa strada illuminata dal sole e dimenticata da Dio. Nemmeno la radio prende e così la tua mente inizia a vagare senza controllo tra pensieri, ricordi ed emozioni che ti travolgono come un fiume in piena. Ti ritrovi così con il telefono in mano e metà del suo numero già composto quando finalmente rientri in possesso delle tue facoltà mentali e interrompi l’operazione rendendoti conto che semplicemente NON PUOI. Non puoi telefonargli, non puoi mandargli un messaggio…..puoi solo stare nel limbo in cui il Bastardo ha deciso di relegarti. Già perché la realtà, che è poi ora che tu ammetta, è che tu non sei altro che un momento della sua vita; un momento unico, speciale e tutte le stronzate che il Gran visir dei Bastardi ti ha raccontato certo. Ma pur sempre un momento. La verità mia cara è che tu sei solo un’attimo di svago, divertimento e porcate nella sua vita piena di impegni lavorativi, famigliari e sociali. Solo un fottutissimo attimo rinchiuso in un limbo.

E’ li che nasce la tua rabbia. La senti arrivare piano, con una  forza che è tutta sua e cresce di secondo in secondo spazzando tutta la tua anima. Come quando monti la panna con le fruste alla velocità minima: inizialmente sembra solo che ribollisca senza aumentare di volume, ma tu perseveri e sbatti, e sbatti, e sbatti finché piano piano la vedi aumentare di volume; salire fino a colmare tutto il recipiente delle tue emozioni. Alla fine resta lì, ferma, immobile, finalmente montata all’ennesima potenza.

Guardo il cellulare in cagnesco, immaginandomi già una telefonata di fuoco in cui finalmente gli svuoto addosso tutte le frustrazioni accumulate in questi anni infiniti trascorsi nel limbo delle amanti; mi immagino, eroina del mio film, impegnata nella Resa dei Conti finale in cui lo anniento emotivamente liberandomi finalmente del mio maledetto ruolo di “seconda scelta” e riscattando tutte le amanti del mondo. Sono così furiosa che creo persino la colonna sonora del mio personale film mentale (ovviamente è una musica Wagneriana assolutamente epica), e i dialoghi sono un opera d’arte d’insulto e condanna morale per tutto quello che ha fatto a me e pure alla sua compagna (perchè in questo momento crepi l’avarizia, sono così arrabbiata che oltre al mio conto decido di presentarle pure quello dell’altra). Poi il gran finale: abbandonare il lurido Bastardo a pezzi, girare i tacchi e andarmene senza voltarmi mentre lui finalmente capisce che cosa si è perso e supplica strisciante il mio perdono, ma ormai è tardi. La luce si spegne. Titoli di coda.

Mentre sul mio schermo mentale scorrono le ultime scritte, il cellulare emette un bip.   Messaggio: “mi manchi piccola”.

E la rabbia si smonta in un secondo, in fondo era solo panna montata.

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