Attese

Attese, già, così è fatta la nostra vita. Attendiamo che il lui di turno faccia una scelta, attendiamo che si faccia sentire, attendiamo il giorno in cui voglia vederci. Attendiamo la sua presenza, le sue mani, la sua bocca, il suo tocco, la sua pelle contro la nostra. Attendiamo di respirare il suo profumo, di sentire la sua voce, di innamorarci di nuovo del suo sguardo. Siamo così; anime destinate ad un eterna attesa di un momento che tolga il fiato, di una felicità momentanea che ci sembra irraggiungibile in un’altro modo, con un latra persona. Attendiamo di sentirci parte di qualcosa di speciale, che solo lui è in grado di farci sentire. E nell’attesa dimentichiamo di vivere, nutrendoci del ricordo di momenti irripetibili vissuti e oramai passati.

E come il prigioniero in attesa della sua ora d’aria, costruiamo tutta la nostra esistenza intorno a quell’attimo in cui le nostre anime si incontreranno di nuovo.

Non rendendoci conto che siamo noi a rinchiuderci sempre più a fondo in questa buia prigione, ignorando completamente la cella spalancata davanti a noi e la strada aperta che potrebbe condurci verso la libertà e, forse, verso un’altra felicità.

Perché in fondo l’unica felicità che conosciamo è Lui.

Virus

Ci sono persone che ti entrano sotto pelle, subito, sin dalla prima volta che gli sguardi si incontrano. Non si può spiegare il motivo. Forse un motivo nemmeno c’è. Forse davvero esistono anime destinate a rincorrersi per secoli, attraverso più vite, legandosi in ognuna di esse. E tu ci provi, ci provi con tutta te stessa, a resistere a questo incanto, a questa maledizione. Perchè sai che è sbagliato. Perchè sai che non sarai perdonata se cedi alla tentazione. Perchè sai che ti farai male se ti butti nel vuoto con lui. img

Ma non si può resistere a qualcosa che entra sotto la tua pelle. E’ come un virus, invade ogni cellula del tuo corpo. Ad ogni battito del cuore si diffonde più a fondo nel tuo sangue. Entra in circolo arrivando fino ai polmoni. T’infetta il cervello.

E quando scopri di essere irrimediabilmente malata di Lui è tropo tardi. Non esiste alcuna cura.

 

Morirai di lui.

E’ il tuo destino. E’ il mio destino.

Chimica nostra

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Siamo combustibile umano, chimica allo stato puro, fusi insieme in una spirale di passioni perverse. Basta che le sue labbra sfiorino le mie perché tra noi divampi l’incendio. Smettiamo di pensare, di ragionare….le paure, i dubbi… “sbam” tutto svanito in un cortocircuito di passione pura. Il mio corpo sembra riconoscerlo come suo unico padrone. Godo come con nessun’altro davanti al suo sguardo torbido, sotto le sue mani che mi toccano, mi esplorano, mi pretendono fino a farmi esplodere. Non mi basta mai. Più piacere mi regala più piacere voglio. Più il gioco diventa proibito più mi voglio perdere con lui in questo girone infernale. Tutto il mio corpo aspira a lui. Io gli appartengo. Sono sempre stata sua. Lui lo sa. Lui lo esige. Sono sua.

Giorni freddi

Certi giorni penso che sia come vivere sempre al buio. Come se le uniche ore in cui possa godere della luce del sole siano quelli in cui ci sei tu, alinfernolora posso spogliarmi, completamente nuda, sdraiarmi sull’erba e godere del suo calore, sentirlo scivolarmi sulla pelle. Sentire il mio corpo che finalmente si scalda, si risveglia, risorge. Ma il momento è già passato. Te ne vai, torni da lei. Come al solito. Come sempre.

Io torno di nuovo nel mio mondo di oscurità e tenebra, non sento più il calore; non riesco più a vedere il sole. Posso solo tentare di trovare un po di calore rivivendo ogni momento in cui il mio sole mi ha sfiorato scaldandomi.

Ho deciso consapevolmente di seguirti pur sapendo che mi avresti trascinato in questo mondo privo di luce. Ma sei tu, tu soltanto, che ogni volta decidi di abbandonarmi qui. Sei tu che scegli di non riportarmi più sotto la calda e confortante luce del sole.

Mi avevano avvisato, le mie amiche, che volerti avrebbe significato una discesa all’inferno. Solo non pensavo gli inferi fossero un posto freddo e buio. Freddo e buio.

Lo spacciatore di sogni

Ecco cos’è in realtà un’amante. Uno spacciatore di sogni, un illusionista, un creatore di realtà virtuali. Ti somministra la sua droga a tua insaputa, inizialmente a piccole dosi e poi quando sei ormai assuefatta, giù a dosi più massicce. Si svela l’annoso mistero di come facciano donne intelligenti e in carriera a cadere nella loro trappola. Sono abili, ti aspettano studiandoti, ti circuiscono premendo sui tuoi punti deboli e poi con l’aiuto della loro droga ti imprigionano in un ruolo da cui sarà dura uscire.

Ti fanno credere che esiste un mondo perfetto, in cui tu e lui sarete l’unica cosa che esiste. Ti fanno sentire l’unica sulla faccia della terra. E intanto ti somministrano il loro stupefacente fatto di sogni incantati. Sono i migliori spacciatori che io abbia mai conosciuto; colgono fin da subito i segni indicatori che tu stai finalmente smaltendo l’effetto del loro acido onirico e te li ritrovi li davanti, pronti a dartene un’altra dose, ancora più massiccia. Vorresti resistere, lo sai che è sbagliato,che qualcosa non gira nel modo giusto ma…come si fa? Come resistere a quel mondo in cui tutto è soffice, caldo, sicuro? Dove finalmente qualcuno ti ama? Decidi di lasciarti affondare, ancora una volta, un’ultima, volta ti dici. Ma nel tuo profondo lo sai, lo sai che sei e sarai per sempre sua, che assumerai la tua dose ogni volta che lui te la metterà davanti al naso. Perché la verità è solo una: sei intossicata dai suoi sogni e non esiste al mondo un centro specializzato nella disintossicazione da Bastardi. E allora continui a scendere sempre più a fondo nella spirale infernale dell’illusione. Sperando che lui non smetta mai di passarti la dose, perché se dovesse succedere, beh il ritorno nel mondo reale sarà doloroso e non sei certa che sopravviverai.images

 

Amore di gatto

E’ come se avesse un sesto senso, collegato direttamente al mio cervello. dev’essere per forza così, altrimenti non mi spiego come faccia, ogni dannata volta che penso di chiudere questa storia infinita, ad apparire dal nulla e cancellare i miei dubbi in un attimo. Negli ultimi anni è successo così tante volte che oramai ho perso il conto; in compenso mi sono arricchita di tutta una serie di “perle di saggezza” che il Bastardo è riuscito a rifilarmi facendomi seriamente dubitare delle mie capacità intellettive (sono come gli uomini, ragiono solo con la parte bassa del mio corpo quando c’è il Bastardo di mezzo????).

La perla più bella in assoluto risale a qualche anno fa: in un periodo in cui il mio senso di colpa occupava più spazio del solito mi ero lanciata in un’assurda campagna in difesa della sua compagna cercando di fargli ritrovare le qualità che lo avevano fatto innamorare di lei e difendendola davanti ai suoi attacchi (già noi amanti, troie, ruba-mariti e rovina famiglie facciamo anche questo); ne è nato un dibattito infiammato, ad un certo punto me ne esco con la frase più ovvia sperando che ammetta la verità ” Se ci stai insieme da 10 anni è perché la ami”, la risposta è disarmante ” la Amo? Naa ci sono affezionato, ma d’altronde dopo 10 anni ci si affeziona anche ad un gatto!”. Non ho parole, scoppio a ridere, Lui mi bacia e…fine della discussione.images

Pensieri

Una pugnalata al cuore. Non so che dolore si provi ma penso che si avvicini molto a quello che provo ora. Un dolore adoloretroce e fisso proprio nel centro del muscolo cardiaco, che aumenta in modo insopportabile ad ogni pulsazione.

Non riesco a staccare gli occhi dall’immagine che campeggia a tutto schermo sul mio pc. Lui, il Bastardo, seduto al sole fuori da una casa (forse la sua ma non lo so), lo sguardo magico rivolto alla macchina fotografica e tra le braccia…. i suoi due figli.

Vi giuro se qualcuno mi avesse dato un pugno in faccia avrei sentito meno male. Ma cosa ami fa male davvero? Lo sapevo che lui aveva una famiglia, dei figli. Forse il vederli con i miei occhi ha reso reale qualcosa che finora era solo un insieme di parole nella mia testa. O forse avere visto mi ha fatto capire che quello è il mondo del Bastardo, un mondo in cui per me non c’è posto, permeato da una felicità leggera che cade su tutti i suoi abitanti rendendoli soffici e coccolosi,una felicità fatata che io non posso capire, che non posso avere. Perché in fondo io non sono nulla. Solo l’altra.

Il serpente domato

Restiamo seduti a quel tavolo per attimi infiniti. Osservandoci. In silenzio. Io persa completamente nell’universo castano dei suoi occhi, lui credo incuriosito da una ragazza giovane in compagnia solo del whisky.

Mi aspetto da un momento all’altro il solito approccio maschile pessimo e disastroso che spezzerà finalmente l’incanto ammaliatore di quegli occhi scuri riportandomi nella triste realtà popolata da maschi arrapati in caccia. Ah si! Già mi pregusto il succoso vaffanculo che  sterminerà sul nascere le sue speranze di conquista della povera fanciulla sprovveduta. Sprovveduta sarà tua madre!  

Non mi accorgo nemmeno di sprofondare sempre più nei miei pensieri e, contemporaneamente dentro ai suoi occhi. Dio che occhi! Mi guardano come se mi vedessero davvero, come se cercassero il modo di superare lo strato di pelle che riveste il mio corpo per guardare i colori della mia anima. Mi fanno sentire nuda, indifesa e fragile. NO.NO.NO. Non permetterò a nessuno di farmi di nuovo male.

Costringo il mio cervello a riprendere il controllo. Concentriamoci sulla stronzata che dirà nel tentativo di rimorchiarmi e smettiamola di pensare a romanticherie da principesse Disney! Passò in rassegna tutte le possibili “perle” tipicamente usate dal marpione all’attacco e preparo le relative risposte:

Lui “Che begli occhi”
Io: ” Si due! come quelli di chiunque altra”
Lui: “Come mai una bellezza come te seduta qui tutta sola?”
Io: “Mi diverto a guardare gli uomini avvicinarsi e tentare approcci idioti come il tuo”
Lui: ” Lo sai che sei bella?”
Io: ” si ho degli specchi anche a casa mia, pensa!”
Lui: “posso offrirti da bere?”
Io: ” Se è l’unica cosa che può farti sparire dalla mia vista, si”

Un sorrisino diabolico taglia il mio volto mentre mi crogiolo nella  creazione mentale della risposa più acida dell’anno.  Ho di nuovo il controllo della situazione, sono la regina del mio mondo, la regina dei serpenti a sonagli, immobile, apparentemente inerme ed invece pronta a colpire, ad uccidere la sua ignara vittima con un unico e letale affond2ee340d4f2b21bd4a5140a70c1792730o. Pensavi di essere il predatore invece finirai con l’essere il mio pranzo!

Lui continua a guardarmi sorseggiando il suo cocktail colorato. Io resto immobile in attesa. Sono un serpente. Sono un serpente. Sono un serpente. Sono un serpente.  Le sue labbra finalmente si schiudono, alzo lievemente la testa pronta a colpire; ecco ci siamo:

“Voglio abbattere tutte le tue difese. Io voglio scoprire chi sei. Chi sei davvero. Non mi interessa se mi servirà tutta la vita. Io voglio vedere chi sei.”

La mia testa si alza di scatto. Ma non colpisco. Sono ammutolita. Nessuno mi ha mai detto nulla del genere. Nessuno ha mai visto i muri che ho costruito per difendermi o, se anche li hanno visti, nessuno ha mai avuto il coraggio di pensare (figurarsi provare) ad abbatterli. Sto di nuovo annegando nei suoi occhi. “Perché?” riesco finalmente a sussurrare, fa dondolare il bicchiere tra le dita affusolate: “Sono diverse sere che ti guardo. Non ridi mai. Non con gli altri almeno. Ma quando sei sola, quando pensi che nessuno ti veda, mentre bevi il tuo solito jack, guardi le persone intorno a te e all’improvviso sorridi. Tu non  hai idea di cosa sia il tuo sorriso. E io lo voglio. Voglio il potere di farti sorridere.”

Il serpente si acciambella domato.

Il mio sguardo si scontra con il suo. 

Voglio morire in questi occhi.

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