Imparare a respirare

Mi manca l’aria. Il semplice gesto di respirare è un atto doloroso e volontario cui costringo il mi259037_376533150_getattachmentlq_H091548_L

Questo è quello che succede quando hai provato le emozioni più belle , intense e colorate della tua vita e poi ti sono state tolte. Dicono che è meglio aver amato e perso che non aver amato mai; probabilmente chi ha sviluppato questo pensiero non ha mai amato o non ha mai perso ciò che ha amato; se gli fosse successo non avrebbe mai detto un’assurdità del genere. Il pensiero di passare il resto della mia vita senza quelle emozioni, cercando di ritrovarle ma sapendo che l’impresa è destinata al fallimento mi strugge.  Posso sentire il mio corpo reagire a questa mancanza in una massa inconsapevole e incontrollabile di spasmi muscolari, la mia mente è annebbiata da una tristezza perpetua e respirare diventa una tortura.

Come può Lui, che dice di amarmi come mai nessuna, portarmi ogni volta in paradiso e poi chiedermi di rinunciarci? Non è amore questo!

Forse sarebbe stato preferibile vivere sperando di provare certe emozioni, seguendole ma non toccandole mai, piuttosto che vivere in questa costante tortura di non poterle mai più provare.

Lui è il padrone di questi sentimenti colorati, a Lui solo è riservata la scelta di riportami di nuovo a vedere il paradiso o condannarmi alla sua assenza. Io, nel frattempo, devo riuscire a respirare.

Giorni no

A volte è davvero dura essere l’amante, l’altra, la “nascosta”, l’invisibile.

Quando pensi che sono questi gli aggettivi che meglio descrivono ciò che ti sei ridotta ad essere, magari in uno di quei giorni in cui sembra che l’intero universo si stia coalizzando contro di te, è davvero difficile. Vorresti prendere in mano quel maledetto telefono che non suona da giorni, chiamarlo e scaricargli addosso tutta la rabbia e la frustrazione che sta situazione ti crea. Vorresti chiamare “Lei” e spiattellargli tutto, dirgli quanto sia stronzo l’uomo che ogni giorno si sveglia al suo fianco, quanto sia stato bugiardo e falso in tutti questi anni in cui ha festeggiato con te i compleanni dei vostri figli, gli anniversari, i Natali e tutto il resto. Perché nella follia del mondo in cui sei finita a vivere Lei diventerà la tua migliore alleata nella lotta galattica volta all’eliminazione psicologica del Bastardo.

Ma la verità è che Lei probabilmente ti incolperebbe di ogni cosa (e tu lo sai!). La realtà è che probabilmente lui perderebbe tutto, il suo tutto, e ti odierebbe a morte per questo (e tu lo sai!). I loro figli soffrirebbero, le loro famiglie si spaccherebbero e renderesti infelici un’infinità di persone (e tu lo sai!).

In fondo tu lo ami,vuoi solo che lui sia felice. Allora scegli, per non far soffrire tutte queste persone, scegli di stare male tu, vittima sacrificale e consapevole.

Ma in fondo guardi quel telefono e  sai che l’unica cosa che vorresti è urlargli in faccia tutto il tuo bisogno di lui.resilienza

Labbra contro labbra

Quando la sua bocca finalmente toccò la mia cambiò tutto. Una scarica mi pervase facendomi rabbrividire, mentre lui esplorava lento le mie labbra con la sua lingua morbida. Non ero mai stata una ragazza “difficile” per gli standard di questo paesino dimenticato dagli dei, ma non ero nemmeno una “facile” per definizione. Solitamente mi prendevo il tempo che mi andava prima di decidere se lasciarmi andare con un uomo o no. Ma in quel momento, con lui perso alla conquista della mia bocca volevo di più. Volevo tutto.

La sua lingua accarezzò piano gli angoli della mia bocca provocandomi una scarica che arrivò dritta tra le gambe. Gemetti e schiusi le labbra in reazione a quella sensazione, la sua lingua si immerse nella mia bocca possedendola con avidità e ferocia. Ero ridotta a un liquido tremante. Solo la sua mano che mi teneva saldamente la nuca mi impediva di afflosciarmi sul sedile, costringendomi invece a tenere il viso sollevato verso di lui. Si allontanò da me di pochi centimetri interrompendo quel bacio lussurioso e dominante ma invece di esserne sollevata mi sentì gemere di frustrazione.

Lui mi guardava, le sue labbra così vicine alle mie ma così inarrivabili da essere una tortura, la sua mano strinse di più il mio collo delicato facendomi sussultare. Non avevo paura di lui, porca miseria non sapevo nemmeno chi era ma mi fidavo come di nessun altro, e lo volevo come nessun altro.

Passò un dito sulla mia bocca gonfia e umida dopo il suo bacio. Cercai di resistere ma il mio corpo traditore tremò sotto quel tocco lento e possessivo. Un lampo vittorioso attraversò il suo sguardo “sei mia”. E di nuovo fu su di me.

Il primo bacio

L’estate passava tra bagni in mare, partite di beach volley sul bagnasciuga e serate a sorseggiare  downloadwhisky sotto la luna. Lui continuava a raggiungermi ogni sera, appena mi vedeva sola al mio solito tavolo. Restava con me tutta la notte cullandomi con la sua voce calda, mi immergevo in quel suono perdendomici. Mi sentivo al sicuro protetta dalla sicurezza che emanava, eppure, allo stesso tempo lui non smetteva di stupirmi e di sorprendermi: mentre stavamo li seduti a raccontarci le nostre vite non perdeva occasione per sfiorarmi la pelle; lo faceva sembrare casuale ma entrambi sapevamo che non era così. La mia pelle sembrava bruciare quando entrava in contatto con la sua. E io volevo di più, molto molto di più. Mi stava facendo impazzire accendendo e alimentando il mio desiderio una notte dopo l’altra.

Ma era tutto li, e questo mi confondeva.

Ogni notte, o meglio ogni mattina, insisteva per accompagnarmi fin sotto casa. Finiva sempre che restassimo in macchina per ore a parlare. O meglio lui parlava e io mi lasciavo incantare da quel suono caldo e ormai così famigliare. Lo ascoltavo e guardavo meravigliata quelle labbra morbide e carnose, le volevo sul mio corpo, volevo sentirle scivolare sulla mia pelle succhiandomi e mordendomi. Volevo essere divorata da quella bocca che sembrava racchiudere promesse di folli magie. Ma lui continuava a parlare e a sfiorarmi, senza mai soddisfare il mio bisogno; e così lo aumentava sempre di più, portandomi a livelli di desiderio inappagato che mi stavano letteralmente facendo impazzire.

Era un predatore nato e questo mi era stato chiaro fin dal primo istante. Capivo che stava giocando con me come un leone con la sua preda prima di divorarla, sapevo che doveva essere lui a fare il primo assalto, era così dominante che non avrebbe accettato di essere preso.  Per averlo avrei dovuto essere docile ma non troppo per non rovinargli il divertimento, avrei dovuto permettergli di domarmi e rendermi sua schiava, ricordandomi di ribellarmi di tanto in tanto per non farlo annoiare. Mi stava chiedendo di trasformarmi in preda, io che non avevo mai chiesto il permesso a nessuno per fare qualsiasi cosa mi andasse! Non lo diceva a parole ma potevo leggere l’assurda richiesta nei suoi occhi torbidi.

Avevo paura e mi chiedevo cosa avrei dovuto affrontare se avessi accettato. Potevo davvero fidarmi di lui e rendermi vulnerabile come chiedeva? Ero pronta a correre il rischio che lui mi divorasse e poi abbandonasse i miei resti senza più voltarsi in dietro? Tutte le difese che avevo costruito attorno al mio cuore che fine avrebbero fatto?

Non mi ero accorta, vittima dei miei tormenti, del silenzio che aveva riempito lo stretto spazio nell’abitacolo. Alzai gli occhi pieni di dubbi solo per trovarmi davanti i suoi. Due pozze profonde e scure che mi attiravano come una sirena. Apri la bocca per dire qualcosa, ma cosa? I miei dubbi e le mie paure erano ancora li a tenermi ancorata alla ragione.

Lui mi guardava attento e curioso, alzò una mano verso la mia faccia. Chiusi gli occhi godendo della sensazione delle sue dita che correvano lente sulle mie labbra. Il mio respiro aumentava, in sincrono con il battito del mio cuore.

“Guardami” disse lui. Aprii gli occhi. “Voglio distruggere tutte le difese che hai costruito. Ci vorrà tempo ma io ci riuscirò e allora sarai mia. Solo mia”

La mia prima linea di difesa andò in frantumi spazzando via paure e dubbi. Annui lentamente, completamente persa per lui.

Un lampo di trionfo attraversò il suo sguardo fiero mentre spostava la mano sulla mia nuca, mi strinse forte obbligandomi a sollevare il viso verso il suo. E finalmente le sue labbra scesero implacabili sulle mie.

Bivi

L’amante, quella vera, impara presto che l’amore e il possesso sono due elementi che non possono stare insieme. Non è una lezione facile da assimilare, amare il Bastardo ti mette di fronte a un bivio di scelte: da un lato c’è tutto ciò che ti hanno insegnato sull’amore, dall’altro Lui e quello che ti fa provare. Seguire la strada tracciata dalla società ti porta in un mondo dove amore è sinonimo di famiglia, di corpi e anime che si appartengono, di relazioni stabili ed esclusive. Seguire la via che Lui ti implora di scegliere ti porta in un mondo al contrario dove amare significa guardarlo andare via ogni volta, significa non chiedere mai, significa guardarlo percorrere la “strada società” da una finestra aspettando il momento in cui tornerà per un’altro bacio; significa chiedersi, ogni volta che guarderai le sue spalle allontanarsi da te, se ci sarà un’altro bacio o se quello sarà stato l’ultimo. Scegliamo la strada più difficile perché la strada buona non ci emoziona così tanto. Abbiamo  scelto la strada dell’amore, quell’amore che abbiamo letto raccontato nei grandi romanzi classici, quell’amore che ti rende luminosa come una cometa. L’abbiamo scelta consapevoli che alla fine di quella strada troveremo un precipizio buio in cui precipiteremo, condannandoci da sole ad un’eterna caduta nelle tenebre. Ma per questo amore ne vale la pena.

Serate estive

Era stata un’estate calda, se ci ripenso la ricordo come l’estate in cui sono stata più felice in’assoluto. Dopo quella prima sera in cui i nostri occhi si incrociarono ricordo un susseguirsi di serate speciali, non riuscivo proprio a stare lontana dal locale in cui sapevo che l’avrei trovato. Ci andavo tardi, certa che ormai aveva organizzato il lavoro di tutti e potesse dedicarsi a me e lui, Dio, lui non mi deludeva mai. Sentivo il suo sguardo fissarmisi addosso non appena mettevo piede dentro il locale affollato. Prendevo il mio solito whisky e raggiungevo le mie amiche ai tavolini sulla spiaggia, la musica sparata a tutto volume faceva pulsare la sabbia sotto i nostri piedi e le ragazze non sapevano resistere, dopo qualche minuto erano tutte lanciate in balli sfrenati sotto la luce della luna. Io no, non ho mai amato ballare in mezzo alla gente, così mi ritrovavo sempre sola a guardarle con un po d’invidia per la sicurezza in cui muovevano i loro corpi al ritmo martellante della musica mentre facevo da guardia a borse e borsette di ogni genere. Il suo sguardo non mi abbandonava mai, lo sentivo scorrere sulla mia pelle come una carezza e quando qualcosa lo distraeva da me potevo percepire la sua mancanza, come se qualcuno mi avesse strappato una coperta calda dal corpo. Quando finalmente si avvicinava alla mia postazione di involontaria guardarobiera con un bicchiere in mano, giuro, non riuscivo  a staccargli gli occhi di dosso. Non è mai stato bello nel senso classico del termine: gli occhi scuri, le labbra carnose, un corpo non certo scolpito ma che a me faceva ribollire il sangue ad ogni movimento, ricopriva lo spazio che ci separava con ampie falcate avvicinandosi con’aria predatoria, i suoi occhi fissi nei miei sembravano volermi divorare. E poi quelle braccia sormontate da due bicipiti muscolosi che mi facevano aumentare la salivazione ogni volta che li guardavo contrarsi sotto la sua maglietta scura. Quando finalmente mi raggiungeva si infilava con grazia ed eleganza nel posto libero al mio fianco. Ero incantata da ogni movimento di quella bocca che sembrava creata per leccare, ogni parola sussurrata da quella voce calda e profonda mi faceva scorrere dei brividi lungo la schiena, le sue dita che accarezzavano lente il bicchiere asciugavano la mia salivazione, facendomi desiderare di avere quel corpo addosso. Mi parlava di qualsiasi cosa facendomi aprire come nessun’altro al mondo era mai riuscito, ogni sera mi entrava più a fondo dentro l’anima, si fondeva con il mio sangue e con il mio respiro. Non mi rendevo nemmeno conto che ogni battito del cuore lo spingeva più a fondo dentro di me, imprigionando la mia anima in un incantesimo di desiderio e voglie. Mi stavo perdendo in lui e quando me ne accorsi ormai non’avevo più scampo.

Desiderare la roba d’altri

Mi divertono un sacco quelle che hanno il giudizio sempre pronto sulle labbra e il dito sempre puntato nella nostra direzione. A essere oneste una volta mi facevano davvero arrabbiare ma oggi, oggi non più. Non so se perchè non mi interessano più le loro parole o se perchè anni di storia clandestina mi hanno reso immune al giudizio. Però una cosa mi è rimasta incollata da quei tempi in cui le loro parole erano come frecce avvelenate che mi entravano nell’ anima; la voglia di rispondere loro: ” Care mogli/fidanzate/compagne davvero non riuscite a vedere il male che ci fate, il male che vi fate. Per non ammettere che il vostro uomo è uno stronzo traditore ve la prendete con noi accusandoci di aver architettato chissà quale piano diabolico per sottrarvelo. E qui l’errore! Spesso noi non sappiamo nemmeno che esistete (almeno all’inizio) o che faccia abbiate, davvero potete credere che abbiamo fatto tutto con il solo scopo di ferirvi? Ma se non vi conosciamo perchè avremmo dovuto? Certo poi scegliamo di rimanere in questa situazione, e questa è sicuramente una colpa che potete imputarci, ma solo questa. Ma prima di lanciare le vostre accuse umiliandoci su pubblica piazza provate a fermarvi, provate a ricordare quelle volte in cui avete perso la testa per qualcuno, quelle volte in cui siete andate oltre, ignorando la ragione e seguendo il cuore giù per il precipizio. Ecco è questo che noi seguiamo. Purtroppo ci siamo innamorate dell’uomo di un’altra, forse di quello sbagliato. Questa è una colpa? Allora, bene, denunciateci, processateci, condannateci e poi già che ci siete giustiziateci. Ma la verità è una e una sola: noi non desideriamo la “roba” d’altre, non desideriamo la “vostra” roba. Desideriamo solo amare ed essere felici. Come chiunque altra, come voi in fondo.download