Serate estive

Era stata un’estate calda, se ci ripenso la ricordo come l’estate in cui sono stata più felice in’assoluto. Dopo quella prima sera in cui i nostri occhi si incrociarono ricordo un susseguirsi di serate speciali, non riuscivo proprio a stare lontana dal locale in cui sapevo che l’avrei trovato. Ci andavo tardi, certa che ormai aveva organizzato il lavoro di tutti e potesse dedicarsi a me e lui, Dio, lui non mi deludeva mai. Sentivo il suo sguardo fissarmisi addosso non appena mettevo piede dentro il locale affollato. Prendevo il mio solito whisky e raggiungevo le mie amiche ai tavolini sulla spiaggia, la musica sparata a tutto volume faceva pulsare la sabbia sotto i nostri piedi e le ragazze non sapevano resistere, dopo qualche minuto erano tutte lanciate in balli sfrenati sotto la luce della luna. Io no, non ho mai amato ballare in mezzo alla gente, così mi ritrovavo sempre sola a guardarle con un po d’invidia per la sicurezza in cui muovevano i loro corpi al ritmo martellante della musica mentre facevo da guardia a borse e borsette di ogni genere. Il suo sguardo non mi abbandonava mai, lo sentivo scorrere sulla mia pelle come una carezza e quando qualcosa lo distraeva da me potevo percepire la sua mancanza, come se qualcuno mi avesse strappato una coperta calda dal corpo. Quando finalmente si avvicinava alla mia postazione di involontaria guardarobiera con un bicchiere in mano, giuro, non riuscivo  a staccargli gli occhi di dosso. Non è mai stato bello nel senso classico del termine: gli occhi scuri, le labbra carnose, un corpo non certo scolpito ma che a me faceva ribollire il sangue ad ogni movimento, ricopriva lo spazio che ci separava con ampie falcate avvicinandosi con’aria predatoria, i suoi occhi fissi nei miei sembravano volermi divorare. E poi quelle braccia sormontate da due bicipiti muscolosi che mi facevano aumentare la salivazione ogni volta che li guardavo contrarsi sotto la sua maglietta scura. Quando finalmente mi raggiungeva si infilava con grazia ed eleganza nel posto libero al mio fianco. Ero incantata da ogni movimento di quella bocca che sembrava creata per leccare, ogni parola sussurrata da quella voce calda e profonda mi faceva scorrere dei brividi lungo la schiena, le sue dita che accarezzavano lente il bicchiere asciugavano la mia salivazione, facendomi desiderare di avere quel corpo addosso. Mi parlava di qualsiasi cosa facendomi aprire come nessun’altro al mondo era mai riuscito, ogni sera mi entrava più a fondo dentro l’anima, si fondeva con il mio sangue e con il mio respiro. Non mi rendevo nemmeno conto che ogni battito del cuore lo spingeva più a fondo dentro di me, imprigionando la mia anima in un incantesimo di desiderio e voglie. Mi stavo perdendo in lui e quando me ne accorsi ormai non’avevo più scampo.

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