L’acqua è l’inizio di ogni cosa

Mi sveglio di colpo guardandomi attorno confusa. Le luci tenui scivolano sulla parete di mattoni rossi regalando alla stanza un’aria intima, un uomo in giacca bianca è impegnato ad asciugare bicchieri dietro il banco del bar. Mi rivolge un sorriso e poi ritorna al suo lavoro. Osservo, ancora intontita dal sonno, i movimenti sicuri e meccanici con cui prepara un caffè. La tazzina bianca sembra minuscola nelle sue mani, si avvicina e posa il caffè sul tavolino davanti a me “Ben svegliata signorina.” Il profumo del caffè riempie l’aria, invitante. La mia mente si risveglia all’improvviso ricordandomi che sono ancora sdraiata addosso a lui. Le sue mani mi accarezzano lente il fianco, non c’e nulla di sensuale in quella carezza. È dolce e confortante. Potrei restare così per ore, arrotolata come un gattino che si gode le coccole. Invece mi metto a sedere e prendo il mio caffè. Nascosta parzialmente dalla tazzina mi azzardo a guardarlo sentendomi un po’ in imbarazzo per essermi addormentata così. Sembra ancora rilassato, si è accorto che lo sto guardando e mi sorride. Alza il bicchiere di whisky ormai vuoto verso il cameriere che risponde con un cenno della testa e si affretta a portargliene un altro: “Sei bella quando dormi”

“Nel senso che quando sono sveglia non lo sono?” sorrido, e anche lui.

“Da sveglia sei bellissima”

“Ah ecco”

“Ma quando dormi o quando ridi lo sei di più” Se continua a guardarmi in quel modo rischio di sciogliermi qui sul divano  “Mi dispiace di essermi addormentata, davvero.”  Nonostante erano mesi che non dormissi così bene, anche se solo per qualche ora, il mio smisurato senso di colpa si fa sentire. Di certo lui non ha insistito che venissi fin qui per guardarmi dormire! Scusarmi mi sembra poco ma è l’unica cosa che posso fare.

“Perché ti stai scusando?” è perplesso “ Se non avessi voluto che dormivi, non ti avrei lasciato dormire”

“Ma, ma, io…ecco…pensavo…” La sua mano scivola sulla mia costringendomi con delicatezza a posare la tazzina sul tavolo. Intreccia le dita alle mie avvolgendole e accarezzandole. I nostri corpi si attraggono fino a sfiorarsi, la sua bocca si avvicina pericolosamente alla mia. Lo fisso a bocca aperta, ammaliata, incapace di concludere il pensiero. “A cosa pensavi piccola?” sussurra sulle mie labbra. Ho voglia di assaggiarlo, perlustrare quella bocca con la mia lingua, voglio sentire il suo sapore, sentirlo gemere nella mia bocca quando entrerò ad esplorare la sua. Voglio sentire quelle labbra sexy e calde percorrermi tutto il corpo. Mi immagino i nostri corpi contorcersi tra le lenzuola. La mia fantasia è più hot di un film porno e per reazione sento il viso infiammarsi.
“Mmmhhh” mugola soddisfatto “stai diventando rossa” ride di gusto “pensieri spinti, allora”

Chiudo gli occhi. Mi concentro. Cerco di fermare il film nella mia testa “Acqua”

“Acqua?”

Ho detto la prima parola che mi è venuta in mente. Ma almeno il film si interrompe. Mi guarda un po’ confuso, forse inizia a dubitare della mia sanità mentale. Non che abbia tutti i torti. Prima mi faccio quasi scopare nel corridoio e nell’ascensore dell’hotel, in macchina mi chiudo a riccio e non dico niente fino al ristorante, ma appena mi tocca eccomi li, di nuovo pronta a farmi prendere in un posto dove chiunque potrebbe sorprenderci. Durante la cena passo dalla modalità erotismo puro a  quella donna in fuga. E per finire, per la serie “noncifacciamomancareniente”, scoppio a piangere come un idiota e finisco addormentata su di lui. Effettivamente non lo biasimo, a questo punto pure io dubito della mia sanità mentale.

“Acqua” ripete perplesso.

“Si” cerco di dare un senso alla mia follia “ Ho sete”

Sul suo viso si disegna un sorriso furbo “Aspettami qui, torno subito” mi da un bacio leggero alzandosi “non muoverti.”

Si allontana verso il bar, lo vedo parlottare con il barista mentre gli passa una bottiglietta d’acqua.

“Ti va di andare su?” è in piedi davanti a me, la bottiglia stretta in mano e un sorriso lascivo stampato in volto.

“Ok” mi alzo, lascio che mi prenda per mano mentre andiamo verso l’ascensore. Chissà come sono ridotti i miei capelli, e il trucco!!! Dopo aver dormito sarò un disastro! Attraversiamo l’atrio ormai vuoto, ma prima di arrivare all’ascensore mi tira leggermente la mano portandomi verso le scale “Ho voglia di camminare”

Giuro che non lo capisco, ma lo seguo.

La scalinata di legno grigio è illuminata da delicati faretti incastonati negli scalini, mi lascia la mano mentre saliamo. Cinque piani sono un impresa ardua con i tacchi, soprattutto dopo una giornata così intensa. Al terzo piano, all’idea di doverne fare ancora due, rimpiango di non aver preso l’ascensore. Sono tutta concentrata a mettere un piede davanti all’altro, quando sento le sue dita scivolarmi sotto l’orlo del vestito. Perdo un battito,e anche il ritmo rischiando di mancare uno scalino. La sua mano si stringe sul mio sedere spingendomi “Mi piace guardarti mentre fai le scale” metto l’altro piede sullo scalino e lo fisso “Hai un culo così sexy” apro la bocca ma, ovviamente, non so cosa rispondere. Il suo corpo si spinge addosso al mio bloccandomi contro la balaustra. Posso sentire quanto mi abbia trovato sexy mentre facevo le scale. Strofina il naso sul mio collo, appena sotto l’orecchio, strappandomi un lamento soffocato. Siamo tornati di nuovo in modalità hot, e mancano sempre due rampe di scale da fare. Le sue mani intanto continuano ad accarezzarmi la pelle sotto il vestito, sento il mio corpo rispondere eccitato. Sale lungo le mie cosce, stringo forte la ringhiera allargando istintivamente le gambe per dargli migliore accesso “No piccola, non ancora” la sua mano mi sfiora proprio li e si allontana di nuovo. Mi sembra di impazzire. Quando toglie le mani dalla mia pelle vorrei urlare. Non oso lasciare la presa dalla ringhiera. Stringo il ferro gelido sperando di ritrovare un minimo di controllo. Il bastardo si appoggia ancora di più contro di me. Si muove languido schiacciandomi sotto il suo peso, facendomi sentire tutta la sua immensa eccitazione, riportandomi in un lampo ad uno stato di eccitazione estremo. Sento il suo respiro caldo sul collo appena prima che le sue labbra si chiudano a mordicchiarmi la pelle. Fa scivolare il vestito giù dalle mie spalle, sento la seta scivolarmi addosso fino a scoprirmi i seni. I capezzoli già turgidi per il desiderio fremono sotto un’ondata di aria fredda proveniente dalle scale. Le scale! Metto a fuoco lo sguardo. Cazzo sono mezza nuda e interamente eccitata sulle scale di un hotel! Cazzo! Cazzo, cazzo! In un secondo di consapevolezza mi rendo conto che chiunque potrebbe vedermi così, completamente esposta. Ma che diavolo mi è preso? Le scale di un hotel, Dio santissimo. Cerco di scrollarmi di dosso il suo corpo. Sono così arrabbiata. Con lui per avermi fatto eccitare e con me per essermi messa in questa assurda situazione. Sposta il suo peso liberandomi. Cerco di rivestirmi quando mi sento prendere e sbattere contro il muro di fronte. Resto senza fiato. Per la sorpresa e per il colpo improvviso. Le sue mani imprigionano i miei polsi, li trascinano lungo il muro finché non sono sopra la mia testa. I seni ancora scoperti si alzano verso di lui. Non so cosa fare. Sono così imbarazzata ed eccitata che fatico a ragionare in modo lucido. Vorrei sottrarmi a quella presa, rivestirmi e prenderlo a schiaffi per avermi mezzo spogliata sulle scale. Vorrei che le sue labbra mi mordessero il seno come poco fa mordevano il collo. Non capisco più niente.

La mia parte razionale riesce a prendere il sopravvento e per un disperato istante strattono i polsi cercando di sottrarmi alla sua presa. Stringe più forte. Ma che cazzo sta facendo? Mi domando sconvolta. Solo che non so se sono sconvolta per il suo comportamento o perché il mio corpo sta urlando disperatamente di non fermarmi perché questa cosa gli piace; gli piace da matti!

Avvicina le mie braccia così che possa tenermi ferma con un’unica mano. Prende la bottiglietta che aveva mezzo infilato dentro una tasca dei pantaloni quando ha cominciato ad accarezzarmi. Se la mette in bocca svitando il tappo con i denti. “Cosa pensi di fare?” Davvero non capisco. “Hai detto che avevi sete, no?”

Sete? Ma che cosa centra ora “Adesso ti do da bere piccola.” Il mio respiro accelera, la mia eccitazione aumenta. Sono sempre più confusa, e sempre più bagnata. “Alza la testa” ordina.

Faccio come vuole sollevando il viso verso di lui “Brava la mia bambina” sorride sornione. Guardo incantata mentre scende sulla mia gola e percorre tutto il mio collo leccandolo. Tremo sconvolta da brividi incontrollabili. Mi sfugge un gemito. L’assalto alla mia pelle finisce, improvviso com’è iniziato. Mi ritrovo a perdermi di nuovo nei suoi occhi scuri “Apri la bocca.” Obbedisco ancora incapace di fare altro. Solleva la bottiglia e beve un lungo sorso di acqua. Le sue labbra si incollano alle mie riversandola direttamente nella mia bocca. L’acqua gelata e la sua lingua bollente mi fanno letteralmente perdere il contatto con la realtà e mugolo nella sua bocca. “Ancora?” mi chiede provocante. “Si” rispondo sorprendendo persino me stessa. Non riesco a credere di essere mezza nuda su una scala, tenuta ferma da una creatura meravigliosa che mi disseta direttamente dalle sue labbra. Si attacca alla bottiglia svuotandone metà. Posa le labbra sulle mie e, di nuovo, mi fa bere. Dio santo! Lo adoro! Cerco di deglutire ma lui continua a riversare acqua dentro la mia bocca in un rivolo lento ma costante. Non riesco a inghiottirla tutta e lui non smette. L’acqua ormai cola fuori dalla mia bocca colandomi giù per il collo, sui seni, dentro al vestito. Sono completamente bagnata e non sono convinta sia solo colpa dell’acqua. L’aria e l’acqua fredda rendono i miei capezzoli ancora più turgidi. Mi tremano le gambe e sento la mia eccitazione arrivare al culmine. Mi lascia le mani, e spinge il vestito più giù finché non cade afflosciandosi ai miei piedi. Sono completamente nuda davanti a lui. Avvicina la bottiglia alla mia bocca e la svuota. Ormai gemo senza ritegno mentre l’acqua scivola fredda lungo il mio corpo in fiamme. Quando arriva tra le cosce ne approfitta per infilare anche le sue dita. Si muove deciso e sicuro, spingendo i rivoli d’acqua dentro di me. Mi aggrappo disperata al suo braccio che continua a muoversi mentre un orgasmo incredibile mi scuote l’anima. Continua a muoversi fuori e dentro di me aumentando il ritmo per prolungarlo. Mi prosciuga e mi sconvolge. Sento le gambe cedere. Mi sostiene con un braccio tirandomi a se e lentamente riduce il ritmo. L’orgasmo mi scuote con le sue ultime, lente ondate. Mi lascio andare contro il suo corpo completamente svuotata. Rallenta ancora il movimento continuando a tenermi stretta. Quando finalmente toglie le dita sono stremata. Accarezza le mie labbra spalmandoci sopra il mio orgasmo, mi avvolge di più nel suo abbraccio e finalmente mi bacia. Sento il mio sapore sulle nostre labbra.
Quando è sicuro che riesca a stare in piedi mi scioglie dal suo abbraccio. Porge la sua mano verso la mia. La prendo felice e fiduciosa, mi aiuta a scavalcare il vestito ancora attorcigliato ai miei piedi. Lascio che mi guardi: nuda e con indosso solo i tacchi a spillo. Qualsiasi cosa per quello sguardo!

Sentiamo una porta sbattere più in basso e passi che percorrono il corridoio. Con un sorriso perverso si china a prendere il mio vestito. Allungo la mano aspettando che me lo passi. Invece lui la prende e se la porta alle labbra depositando un bacio sul palmo. “Forza piccola” si incammina trascinandomi su per le scale “hai ancora due rampe di scale da fare” Cosa?????? Mi blocco in mezzo alla scala. Penso che sta scherzando. Invece il bastardo mi lascia la mano, sporge l’abito nella tromba delle scale. I passi si avvicinano ancora. Lo fa dondolare tenendolo solo con due dita. “Non puoi farlo.” Non può farlo, ripeto a me stessa per convincermi. Fa un sorriso sornione e apre le dita. Rimango li imbambolata a guardare il vestito atterrare tre piani più in basso “Ma che cazzo….”

“Preferisci scendere a prenderlo?”

Guardo lui. Poi guardo giù: il vestito è ancora lì per terra. Guardo ancora lui “Tu sei pazzo!” esclamo allibita. I passi si sono fermati, ma sentiamo delle voci che discutono nel corridoio sotto di noi. “Si” non ride più “pazzo di te”

“ E adesso” scende avvicinandosi pericolosamente “sali quelle scale per me. Voglio guardarti ” mi bacia. Un bacio famelico che si spegne direttamente tra le mie gambe. Ci stacchiamo entrambi sconvolti dall’effetto esplosivo che l’uno ha sull’altro. Restiamo a guardarci così per qualche istante poi il suo sguardo scivola lento sul mio corpo. Qualcosa di enorme si gonfia sotto i suoi pantaloni. Chiude gli occhi un istante. Quando li riapre brillano di una luce decisa e pericolosa “Allora? Fai le scale o preferisci che ti fotto qui?”

Apro la bocca ma la richiudo subito dopo. Le voci di poco prima sembrano avvicinarsi, potrebbero imboccare le scale da un momento all’altro. Ha già mostrato che è meglio non sottovalutare quello che dice. Giro su me stessa e mi avvio su per le scale come fosse la cosa più naturale del mondo. Lo sento trattenere il respiro. Beccati questa stronzo, penso, muovendo languida il bacino. Poi sento il suo passo sulla scala. È un predatore in caccia. E la sua preda sono proprio io. Sorrido. Felice come non mai. Nuda sulle scale di un albergo.

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