Sensazioni nuove

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Incredibilmente riusciamo a percorrere le scale ed arrivare in camera senza incontrare nessuno. Quando la porta della stanza si chiude alle mie spalle, però, la paura comincia a strisciarmi sotto la pelle.

Sulle pareti pennellate grigio chiaro si alternano ad altre di una tonalità più scura; il pavimento di parquet bianco e un caminetto acceso al centro della sala riscaldano l’ambiente regalandogli un’atmosfera intima e romantica. La parete laterale dietro al caminetto è interamente occupata da una doccia, divisa dalla stanza solo da una lisca vetrata; gli asciugamani, delle stesse tonalità di grigio delle pareti, sono accuratamente arrotolati in un cesto di immacolato vimini, posato con studiata noncuranza vicino ad una chaise longue che potrebbe comodamente ospitare tre persone. Quella stanza è un enorme caverna delle meraviglie dove lusso ed eleganza si fondono in un connubio perfetto. La parete di fronte a me si apre in un immensa vetrata:le tende bianche sono tirate e mi danno la possibilità di ammirare lo splendido spettacolo della luna che riempie il cielo nero, le acque scure del lago riflettono la sua luce duplicandone l’effetto. È una scena magica, che toglie il fiato. Muovo un passo per godere meglio di quello spettacolo; la mia immagine che si sposta, riflessa nel vetro, mi riporta nella realtà: sono nuda, completamente nuda! Ma lui dov’è?
L’atmosfera di quella stanza mi ha così  ammaliata che mi rendo conto solo ora del fatto che, da quando siamo entrati, non ha fatto nulla per toccarmi, per avermi. Mi avvolgo le braccia attorno al corpo tentando di coprirmi, e mi volto a cercarlo. Forse, penso, è un esibizionista. Forse si eccita solo quando c’è la possibilità di essere scoperti e, nell’intimità di una stanza, non ha più nessun’interesse a toccarmi. O forse adesso che può vedermi davvero, nuda, illuminata dalla luce, non gli piaccio più. Forse si è accorto di tutti i difetti del mio corpo. Stringo ancora di più le braccia attorno a me cercando di nascondermi e proteggermi. Penso al mio vestito in fondo alle scale, a quanto vorrei averlo addosso ora.

Seduto sul letto mi fissa mentre si allenta la cravatta “Sei così bella sotto la luna, starei ore a guardarti.” I miei dubbi si dissolvono all’istante. Batte il palmo aperto sul letto di fianco a lui, invitandomi a raggiungerlo. Mi avvicino piano, non ancora del tutto sicura. Solo non so se quello che mi spaventa davvero sia lui o io. La mia incapacità di reagire ai suoi assalti o la sua abilità nell’abbattere la mia volontà, seducendola e riplasmandola a suo piacimento? Anche ora, cammino verso di lui senza sapere perché. Come una falena attirata dalla fiamma, vado consapevolmente incontro alla mia fine, conscia del mio destino ma incapace di fare altrimenti.

Mi siedo sul letto sprofondando nelle candide coperte. Di fianco a lui mi sento fragile eppure al sicuro. Smetto di coprirmi lasciando cadere le mani in grembo. Apprezza, accarezzandomi tutto il corpo con lo sguardo, mentre finisce di slacciarsi la cravatta nera. Inclino la testa, i  miei capelli scivolano scoprendo la curva del collo. Si lecca le labbra in un modo così carnale che devo stringere le cosce per controllarmi. Vorrei allungare una mano e sentire la stoffa morbida della sua camicia sotto le dita, vorrei slacciare piano ogni bottone e scoprire la sua pelle un centimetro alla volta per poi assaggiarlo. Invece resto li ferma e docile in attesa che il padrone del mio universo mi dica cosa fare. Non mi delude: “Spogliami” un sorriso mi si dipinge in volto mentre mi allungo verso di lui “se mi sorridi cosi non ti resisto però” mi afferra i polsi, di nuovo!, un attimo prima che riesca a toccare la sua camicia. Restiamo così occhi negli occhi a distanza di un battito di cuore. La mia pelle pallida completamente scoperta in contrasto con la sua che sembra ancora più scura sotto la camicia bianca. Occhi verdi che si perdono in pozze marroni piene di promesse lussuriose. Respiri che accelerano. Ora le nostre labbra si sfiorano. Mi percorre delicato, leccandomi la bocca. Non riesco a trattenere un gemito roco. Il desiderio di essere baciata si espande in tutto il mio corpo. Smetto di lottare rilassando i polsi dentro la sua presa stretta. Mi attira verso di se facendomi aderire al suo petto. Le sua lingua e le sue labbra continuano la lenta tortura alla mia bocca: mi percorrono da un angolo all’altro con tocchi delicati e strazianti. Alimentano la mia voglia di essere baciata portandola oltre il limite della sopportazione. Voglie lussuriose esplodono nel mio corpo facendomi tremare, stretta tra le sue braccia. Sento lo spazio tra le mie cosce bagnarsi in reazione a questa tortura erotica. Stringo ancora di più le gambe nell’inutile tentativo di controllare il bisogno disperato che sento crescere. Non riesco a trattenere l’ennesimo gemito roco mentre le nostre labbra si sfiorano. Ne approfitta per spingere prepotentemente la lingua dentro la mia bocca mentre, contemporaneamente, le sue dita forzano le mie gambe e affondano tra l’umidità sempre più intensa del mio centro. M’inarco contro di lui stringendomi forte alla sua camicia. Il mio corpo travolto da sensazioni che mi sconvolgono. “Dio, sei sempre così pronta” mormora sulle mie labbra. Non posso rispondere. La sua lingua esplora la mia bocca con un ritmo deciso e prepotente. Le sue dita seguono lo stesso ritmo facendomi bagnare ancora di più. Il mio corpo esplode sotto il suo assalto combinato. Vorrei urlare mentre sento il mio corpo cedere ad un orgasmo inarrestabile ma la sua bocca mi tiene prigioniera. Continua ad affondarmi dentro con lingua e dita, sempre più vorace, senza darmi tregua, esplorando con forza e delicatezza posti che nessuno ha mai toccato. Quello che mi era sembrato un orgasmo divino si trasforma in qualcosa di più: un’ondata di piacere devastante e incredibile che si infrange sulle sue dita. Non smette. Continua a torturarmi anche quando l’onda si ritira, aumenta il ritmo facendole ritrovare forza e mi porta di nuovo oltre finché non mi infrango di nuovo sulle sue dita. Ogni volta mi ritrovo a stringere più stretta la sua camicia, urlo nella sua bocca travolta  da un nuovo orgasmo. Mi sta distruggendo, un colpo dopo l’altro. Infine è come se tutte le onde si fondessero per dare origine  ad un potente tsunami che si infrange contro le mie gambe e le sue dita. Esplodo in un urlo liberatorio perdendo letteralmente il controllo. Urlo mentre con un braccio mi tiene stretta addosso a lui. Urlo mentre le sue dita raccolgono tutto il mio piacere rallentando gradualmente il ritmo. Urlo mentre il mio corpo è scosso da lunghi tremiti incontrollati. Urlo mentre lo sento sussurrarmi che sono bellissima.

Quando finalmente l’ondata passa mi lascia dietro di se come un ramo spezzato. Sono rannicchiata contro di lui, incapace di muovermi o parlare. Non riconosco il mio corpo, ancora sconvolto da queste sensazioni intense e sconosciute. Fatico a mettere a fuoco i pensieri e resto li avvolta su me stessa, racchiusa nel bozzolo sicuro delle sue braccia, le sue mani ancora bagnate di me che mi accarezzano dolci la schiena, il respiro spezzato e il cuore lanciato in una folle corsa. Chiudo gli occhi aspettando che tutto si calmi. Sento una sua mano percorrermi la gamba, piegata sotto di me, e sfilarmi una delle scarpe. Poi l’altra. Basta il suo tocco a farmi tremare ancora. “Shhhhh” mi bacia i capelli “ Calmati piccola, adesso calmati”.

Avvolge il mio corpo, ora completamente nudo, in una morbida coperta. Mi rilasso appoggiando la testa sulla sua spalla. Sento il mio corpo tornare lentamente alla normalità mentre continua a stringermi. Chiudo gli occhi godendomi quel momento di coccole dolcissime. Mi stringe più  forte e un altro bacio mi sfiora i capelli; percepisco le sue labbra che si piegano in un sorriso “shhh” ripete “calmati….ho appena iniziato con te.” Il mio corpo si irrigidisce, la sua stretta aumenta. La sua risata rimbomba nelle mie orecchie. E adesso?

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