Anima

Con la testa sulle ginocchia resto a guardarlo. La sua figura è una sagoma sfocata oltre l’acqua e il vetro della doccia. Sembra un essere incorporeo, senza confini definiti. Chissà forse è così che appariremmo se potessimo vederci l’anima. Corpi dai confini indefiniti che pulsano in contrazioni ed espansioni ad ogni movimento; energia emozionale che batte al ritmo del nostro cuore. Chissà come cambierebbe questo mondo se davvero potessimo vederci così, nell’essenza di ciò che realmente siamo. Quasi non riesco ad immaginare una società in cui l’aspetto passi in secondo piano a favore della bellezza intangibile dell’anima.  L’oscurità che ne pervade alcune forse renderebbe i loro confini più decisi fin quasi a riportarle a condizione di corpo mentre le anime più pure dovrebbero apparire così dominate dalla luce da sciogliersi quasi completamente in essa, ridotte a brillanti colori sfocati e intangibili. La maggior parte di noi sarebbe probabilmente in continuo passaggio tra luce e oscurità dato che, nonostante la gran parte di noi sia convinta sinceramente di dover essere annoverata nella parte dei buoni, la realtà è che siamo capaci di bontà e cattiveria in misura paritari e le nostre azioni spesso riflettono questa dote intrinseca dell’essere umano. Ma se potessimo vedere i nostri colori sapremmo quando stiamo per fare “male” e, incentivo non da poco, i colori scuri di cui si tingerebbe la nostra anima lo renderebbero noto anche agli altri. A tutti gli altri. Se fosse così allora forse  ci fermeremmo, se non altro per il timore del giudizio altrui no? E allora, sempre forse, il nostro triste mondo ritroverebbe quell’equilibrio che sembra sfuggirgli ormai da troppo tempo.                                                                                                                                                       Magari ritorneremmo a dare importanza a ciò che davvero è invece di farci ingannare da ciò che appare. Così la vista, sovra utilizzata e anche male, davvero diventerebbe un senso veritiero smettendo di essere l’ambasciatrice di inganni cui la superficialità umana l’ha infine ridotta. Se potessimo vedere, vedere davvero, penso che l’umanità cambierebbe drasticamente direzione e magari ci sarebbe ancdownloadora la possibilità di salvare ciò che di buono esiste nel mondo.

Un ombra nera riempie il mio campo visivo per svanire subito dopo. I miei occhi spalancati guardano la sua maglietta per terra. Davanti al vetro della doccia, vicino eppure irraggiungibile, si sbottona lentamente i jeans.

In un secondo infuocato è tornato ad essere corpo! Slaccia un altro bottone e io trattengo il fiato. Non so perché ma quest’uomo riesce a farmi bollire con niente.  Finalmente tutti i bottoni sono slacciati, inconsapevolmente mi passo la lingua sulle labbra. Deve avermi visto dato che scoppia a ridere e si allontana dalla doccia. Bastano due passi perché vetro e acqua lo rendano di nuovo l’incorporeo essere di magia di poco fa. Vorrei alzarmi e andare a toccarlo ma vederlo muovere così, in una sorta di proiezione privata della sua essenza vitale, mi piace. E così resto ferma a godermi l’acqua calda e lo spettacolo del suo corpo-non-corpo mezzo nudo che si muove per la stanza. E penso che lo voglio. Voglio tutto. Voglio il suo corpo. E voglio la sua anima, qualunque colore sia.

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