Respirami!

Ho freddo. Apro gli occhi e non capisco dove sono. Nuda in un letto sconosciuto. Mi guardo attorno ancora mezza addormentata, due occhi stupendi trovano i miei

“Ehi piccola”

Affonda il viso nell’incavo del collo e mi respira. Il ricordo della notte trascorsa torna immediato strappandomi un sorriso felice. La stanza è avvolta nella penombra, ricordo chiaramente di essermi addormentata mentre l’alba illuminava il letto, quanto cavolo ho dormito?!?  Mi siedo di colpo ma poi accorgendomi di essere completamente nuda davanti a lui afferro al volo il lenzuolo attorcigliato in fondo al letto cercando di coprirmi.

Si stiracchia pigro e languido consapevole della sua nudità, sicuro di se, sensuale e pericoloso. I miei occhi devono essere immensi, spalancati a guardarlo con un misto di desiderio e terrore. Si siede sul letto di fronte a me, mette le sue gambe sulle mie legandoci in una posizione estremamente intima e sensuale. Mi chiedo preoccupata che intenzioni abbia. Mi sento ancora intorpidita per tutto ciò che ci siamo fatti questa notte e non credo di essere in grado di reggere un’altra sessione di sesso sfrenato così presto.

Per non parlare poi dell’altalena di emozioni che mi ha fatto vivere e che mi hanno incasinato il cervello quasi a livello di tilt assoluto.

Mi stringo di più il lenzuolo addosso in un patetico tentativo di proteggermi. Non toglie mai gli occhi dai miei mentre mi afferra le mani costringendomi, un dito alla volta, a mollare la presa sulla mia copertura; il lenzuolo si affloscia attorno ai miei fianchi, essere mezza nuda davanti al suo sguardo mi imbarazza e vorrei coprirmi con le braccia “Non farlo” sussurra stringendo le mie mani nelle sue “Cosa?”

“Non nasconderti”

“Mi vergogno” Scoppia a ridere ma non mi lascia le mani “Dopo stanotte?” Divento rossa in risposta alla sua domanda, abbasso la testa cosi che i capelli mi nascondano e mi sottraggano al suo sguardo indagatore. Mi lascia le mani solo per stringermi contro di lui in un abbraccio. Non so come in un attimo mi trovo sotto di lui, le braccia imprigionate ai miei fianchi dalle sue gambe, cosi è finalmente libero di scostare i capelli dal volto e guardarmi “Piccola” vorrei piangere e non so nemmeno perché “Piccola guardami ti prego” Obbedisco, ovviamente. Sembra che ormai io non sia in grado di farne a meno. Lui ordina e io obbedisco. Questa novità mi spiazza spingendomi verso domande spinose, la sua voce mi riporta docile all’obbedienza “Guardami” e di nuovo mi cattura gli occhi “Non nasconderti da me, ti prego” mi bacia il collo con un tocco lieve e soffice ” Sei così bella” dice mentre percorre il mio corpo con lo sguardo.

Sento il suo corpo reagire, enorme, duro e pronto. Il mio freme in reazione. Nonostante mi faccia male tutto non vedo l’ora che succeda di nuovo e al solo pensiero mi sfugge un gemito. Il bastardo scoppia a ridere “Sei insaziabile, ma no…piccola.”

La sua risposta ha l’effetto di una doccia gelata e in reazione il mio livello di vergogna aumenta in modo catastrofico. Gli occhi mi si riempiono di lucide perle ma mi rifiuto di piangere! Chiudo le palpebre e conto mentalmente cercando di recuperare il controllo <<uno..non piangere,due..non piangere,tre…non piangere, quattro.. non piangere, cinque…non piangere, sei…non >> una lacrima sfugge tra le ciglia; la sento rotolare lungo la guancia come il primo macigno di un imminente valanga <<Cazzo!>>

Per un istante lungo un eternità non accade nulla. Sto giusto iniziando a sperare che non si sia accorto di nulla quando “No!” mi stringe “No! Cazzo! Guardami!”

Chiudo più forte gli occhi e un altra lacrima sfugge insieme ad un imprecazione mentale.

Mi sento sollevare tra le braccia e in un istante mi ritrovo cullata da lui come una bambina “Piccola… piccola.. ti prego..non piangere” mi stringe e mi culla. Sono così sorpresa da questo che apro gli occhi per guardarlo: mi culla guardandomi, le sue dita raccolgono le lacrime prima che abbiano percorso tutto il viso “Ti prego, ti prego” sussurra dolcemente “non piangere, ti prego” è teso, mi guarda in modo disperato, mi si stringe il cuore.

Gli sorrido e ricaccio indietro le lacrime mentre gli accarezzo la guancia, dopo qualche minuto così mi sembra di aver ritrovato il controllo “E’ passato. Scusami” mormoro a mo di scusa.

“Ti prego” mi stringe forte contro di se “ti prego”

In un attimo i ruoli sono invertiti e mi trovo a doverlo rassicurare intanto che la sua presa si fa ancora più stretta. Decisamente troppo stretta:”Ehi, ehi, smettila di stringermi cosi!” dalla mia voce traspare una vena di sorriso “Ho smesso dai…se stringi ancora un po la pressione corporea sarà intollerabile, mi scoppieranno le arterie e allora si che avrai un bel problema, altro che asciugare un paio di lacrime” borbotto.

Scoppia a ridere e a me sembra il suono più bello del mondo. Lo guardo affascinata e sorridente finché non smette. Il suo abbraccio resta sempre possessivo ma diventa decisamente più delicato. Con un dito segue il percorso umido lasciato dalle mie lacrime “Mi fa impazzire vederti piangere” ammette

Mi sento in colpa, non mi piace vederlo così. Non mi piace sentirlo così. “Scusami”

“Sei così bella quando ridi”

“Lo so” non è vero. Questa è una bugia, una colossale bugia. Non amo nulla del mio corpo tanto meno il sorriso ma in questo momento non so cosa dire quindi dico la cosa più ovvia per assecondarlo e uscire da questo ennesimo momento di follia emozionale.

“Dimmi cosa?”

Lo guardo stranita e confusa. Non capisco che cosa mi sta chiedendo, dimmi cosa? che razza di domanda è? Potrebbe aspirare al premio peggio domanda dell’anno, per quanto io mi scervelli davvero non capisco cosa diavolo voglia sapere. Fortunatamente ritrova in fretta le se capacità linguistiche, dopo aver preso un bel respiro contro la pelle del mio collo – di nuovo! – , e elabora la domanda in modo più chiaro “Dimmi cosa ho fatto? Cosa ti ha fatto piangere” ecco forse era meglio se restava nella fase di autismo linguistico “per favore piccola. Dimmelo”

Prendo un bel respiro e butto fuori la verità prima di avere il tempo di ripensarci “Mi hai detto di no”

“Cosa????” mi guarda allibito, come se fossi una creatura aliena.

Oramai tanto vale andare fino in fondo “Mi hai detto di no” ripeto umiliata e con il broncio “poco fa tu mi hai detto di no”

 

Ride. uomo-e-donna-abbracciati

M’infurio.

Mi sottraggo al suo dannato abbraccio e in un lampo sono in piedi in mezzo alla stanza.Sprizzo ira da ogni poro della pelle, la sua camicia mezza strappata sul pavimento è l’unica cosa che trovo a portata di mano per coprirmi; la infilo stringendo le braccia sotto il seno nel patetico tentativo di tenerla chiusa mentre scruto rabbiosa la stanza alla ricerca di qualcosa da tirargli addosso.

Si alza. Cammina verso di me completamente nudo. L’unica immagine che mi viene in mente è quella di una pantera in caccia: elegante, sexy, mortale. Mi si asciuga la bocca. Dimentico che dovrei essere arrabbiata. Incapace di muovermi resto inchiodata in mezzo alla stanza. Appena mi raggiunge mi afferra per le braccia e mi spinge ” ma che cazz..” sbatto contro la parete e nello stesso momento mi solleva le braccia sopra la testa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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