Caffè?

Il sesso sfrenato è estremamente piacevole ma decisamente sfiancante. Mi stropiccio gli occhi confusa, devo essere crollata ancora immersa tra le sue braccia…quel suo modo di accarezzarmi, ecco, dev’essere stato quello. Ricordo le sue mani muoversi lente sulla mia pelle. Ricordo il suo sorriso. E poi buio.
Ora al posto delle sue braccia mi ritrovo avvolta dalla calda stretta delle morbide coperte. Mi godo il tepore confortante che regalano mentre mi stiracchio e mi guardo attorno. Ha portato una poltrona davanti al letto, una tazza fumante e il suo laptop sono posati su un tavolino basso davanti a lui (non mi ricordo di averlo visto ieri, sembra che in questa stanza i mobili compaiano per magia). Ha le dita allacciate davanti alla sua splendida bocca e guarda corrucciato qualcosa sullo schermo del portatile. Passerei l’intera giornata a guardarlo, dio sono proprio partita!

Poterlo ammirare mentre è concentrato su qualcosa di diverso da me mi piace molto, mi sembra di poterlo vedere davvero: vedere il predatore preda sazio e rilassato, immerso nel suo habitat naturale. Alza lo sguardo e mi becca in pieno a guardarlo. Spavalda  lo tengo fisso nel suo, probabilmente mentre sulla mia faccia passano tutte le gradazioni possibili di rosso. Si raddrizza sulla poltrona mentre chiude il PC, accavalla le gambe muscolose rilassandosi contro lo schienale e tiene gli occhi puntati nei miei. Ok, ok è una guerra che non sono ancora in grado di vincere: basta che lui faccia un sorrisino lascivo e si lecchi appena le labbra perché a me torni in mente tutto ciò che mi ha fatto ieri sera…. e stanotte…. e stamattina. La mia faccia passa dal rosso al porpora e distolgo lo sguardo mossa da un ipocrita senso del pudore che decide di venir fuori all’improvviso.
Scoppia a ridere e io sorrido di riflesso, mi piace vederlo così.
“Buongiorno piccola” si alza e sparisce nell’oscurità in fondo alla stanza, riappare subito con una tazza fumante tra le mani   “Caffè?”
Oh mio dio, penso, siiii.
Pagherei oro per un caffè.
Saranno almeno due o tre ore che il mio corpo non riceve caffeina e io vivo di questa fantastica sostanza dannosa!
Lo guardo come se fosse uno spacciatore e io una tossica in astinenza: “Si. Grazie” sussurro mentre in realtà penso “caffè, caffè, caffè, caffè, mamma quanto è sexy, caffè.”
“Vienilo a prendere piccola” e si allontana di un paio di passi dal letto.
Corrugo la fronte perplessa, non capisco. Scendo dal letto lentamente, dio santo ho male dappertutto, mi avvolgo attorno alle lenzuola e con uno sforzo titanico mi metto in piedi.
“No. No.” mi riprende “senza”
“Senza?” lo guardo con la stessa perspicacia di un pesce lesso “Senza cosa?”
“Vuoi il caffè?”
“Si” faccio un passo nella sua direzione ma lui si allontana e mi rimbrotta “NO!”
Resto ferma impalata a un passo dal letto e a troppi dal tanto agognato caffè chiedendomi cosa diavolo voglia adesso. Io voglio solo il mio dannatissimo caffè. Lo guardo in cagnesco.
“Se vuoi il caffè devi venire a prenderlo senza” pausa con sorrisino malefico “nulla addosso”
Ok se prima ero allibita e con la faccia da pesce lesso ora credo di essere, beh qualsiasi cosa ci sia di superiore a questo!
Il mio sguardo corre verso il fondo della stanza, lui lo segue e concede sornione “Si certo” beve un sorso di caffè, anzi del MIO caffè “Puoi sempre andartene a prenderne dell’altro…se non hai coraggio”
Detesto le sfide al mio orgoglio: raddrizzo le spalle, punto lo sguardo dritto nel suo – Al diavolo – penso, apro le dita e le lenzuola cadono ai miei piedi lasciandomi completamente nuda davanti a lui.  Mi muovo verso di lui con passo sicuro. Quello che vede deve piacergli parecchio dato che i suoi pantaloni sembrano gonfiarsi all’improvviso – E adesso all’attacco – mi dico.
Mi fermo di fronte a lui.
La mia mano scivola lungo quel corpo sodo in una carezza sensuale fino a trovare quello strepitoso rigonfiamento. Lo accarezzo per tutta la sua lunghezza e questo lo fa tremare. Continuo a toccarlo con carezze sempre più intense e decise. La stoffa dei pantaloni unica barriera tra noi. Aumento ancora l’intensità finché sento il suo respiro spezzarsi.
“Posso avere il mio caffè…adesso”
Mi afferra una spalla e mi spinge verso il basso.
“No… puoi avere qualcosa di molto meglio piccola”
Mi inginocchio davanti a lui…il caffè completamente dimenticato!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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