Speranza

Tutta sua????
Mi vien voglia di ridere, se non fosse per il piccolo dettaglio che sono su tutte le furie. Davvero crede di potermi piantare in asso per fare il brillante con quattro bionde più gommose di una Friut Joy, con il neurone morto per le troppe ossigenature subite?
Bene, se questo è ciò che pensa non ha davvero capito un cazzo!
Mi irrigidisco e fingo indifferenza.  Appoggia una mano sulla mia schiena e lentamente mi accarezza fino al collo. E’ difficile fingere non calanche quando il tuo corpo traditore trema sotto il suo tocco, ma tengo lo sguardo fisso verso Miky e il suo bancone vintage futuristico, e cerco di darmi un tono sorseggiando il drink che mi è appena stato messo davanti.
E’ buono: ha un sapore amaro dato dal Whisky e delle note più dolci e fresche dovute non so a cosa. Ma soprattutto ha un fantastico color ambrato che non ha nulla a che vedere con quegli irritanti colori psichedelici che circolano nei bicchieri di  questo posto.
Thor, che all’apparizione dello stronzo pareva essere rimasto senza parole, ritrova improvvisamente le sue abilità linguistiche: “Ah ora si spiegano un sacco di cose”  sorride, alzandosi in tutta la sua bellissima imponenza. e lo travolge con un abbraccio spacca ossa.
La sua mano perde la presa sul mio collo e approfitto dell’inaspettato regalo per spostarmi al di fuori della sua portata slittando sullo sgabello successivo. Miky passa lo sguardo da me allo stronzo, sembra sul punto di dire qualcosa ma poi scuote la testa  e si avvicina a lui assestandogli una sonora pacca sulla schiena “E’ una vita che non ti fai vedere”.
Baci, abbracci e strette di mano si susseguono senza sosta, approfitto dell’attimo di distrazione dei tre per scivolare giù dallo sgabello e guadagnare l’uscita.
Appena la porta si chiude alle mie spalle mi fermo. Respiro a pieni polmoni l’aria fredda della notte nel tentativo di schiarirmi le idee. Cammino fino al lago, permettendo al rumore delle onde di entrarmi dentro e rilassarmi, proprio vicino alla sponda c’è uno di quegli angoli attrezzati con un braciere e i cuscini tutto attorno.
Seduta li, con la sigaretta accesa e il lago che trasmette il suo spettacolo solo per me mi sembra di ritrovare la pace e la tranquillità che mi servono per gestire questa situazione.
Dovrei alzarmi, tornare all’albergo, fare le valige e scappare da qui…da lui. Ma la verità è che una parte di me spera che lui venga a cercarmi perché, così, forse, potrei pensare che un po gli importa, che magari non sono stata solo una bella scopata. Che magari anche io le sono entrata dentro…almeno un pochino.
Butto la sigaretta tra la brace e mentre la guardo prendere fuoco penso che sono patetica.

Il calore della coperta che scende a coprirmi le spalle mi fa sussultare sorpresa. Mi giro trovandomelo davanti.
Il mio cuore manca un colpo.
E’ uscito a cercarmi.
Ricomincio a respirare e la speranza che non sia stato tutto un errore rinasce dentro di me.

 

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