Situazioni strane

Le stelle sembrano più luminose in questo angolo buio isolato dalla civiltà. Sono incantata dallo spettacolo di questo cielo che sembra più immenso e splendido che mai. E’ strano come l’essere felice aumenti l’inclinazione a percepire tutto come più bello.
Mi accarezza i capelli e il volto depositando, di quando in quando, baci leggeri sul mio zigomo.
La notte avanza inesorabile facendomi tremare. La sua carezza s’interrompe improvvisa “Stai gelando” non è una domanda. E’ un affermazione cui segue perentorio il suo ordine “Vieni” si alza sollevandomi con lui “Entriamo”
Vorrei protestare e ritornare al nostro solitario momento di magia, ma ho davvero freddo e la Centrale li a pochi passi con il suo calore è un’immagine troppo invitante.
“Ok”
Si era già incamminato trascinandomi per il polso, si blocca voltandosi e guardandomi stupito “Niente proteste?”
Alzo le spalle stringendomi di più nella coperta che mi sono tenuta addosso. Ho davvero freddo, forse anche per colpa del vestito e della pelle che sono fradicie dopo la nostra”avventura” all’aria aperta.
“Ma tu stai tremando” allarga le braccia “Vieni qui, fatti scaldare”
Non me lo faccio ripetere due volte, mi butto tra le sue braccia accolta da un bacio morbido e dolce che mi fa dimenticare di avere freddo.

Thor ci osserva mentre attraversiamo il locale diretti verso di lui; arroccato su uno sgabello che sembra troppo piccolo per il suo corpo enorme ci guarda in un modo strano che non riesco proprio a decifrare. Le barbie bionde cercano di nuovo di attirare l’attenzione del Bastardo, ma stavolta lui tira dritto limitandosi a liquidarle con un sorriso.
“Ehi Mike” il barman si gira immediatamente dedicandogli il suo più bel sorriso “la signora qui ha bisogno di bere e soprattutto di mangiare”
Sposta lo sgabello di fianco a Thor invitandomi a sedere.
Il gigante biondo continua a guardarmi incuriosito, uno sorriso enigmatico stampato sul volto mentre in silenzio sorseggia il suo drink.
“Te la affido due minuti”  mi deposita un bacio sulla guancia “Torno subito piccola, tu non ti muovere da qui”
Annuisco obbediente.
“Steve, ho bisogno del tuo ufficio. Devo fare una telefonata”
Il biondo lo guarda storto, poi scoppia  a ridere “Mi chiedevo giusto se mi ero perso qualcosa. Evidentemente no”
Il bastardo gli lancia uno sguardo infuocato.
“Il mio ufficio sai dov’è, e per la splendida sirena qui non preoccuparti. Non le toglierò gli occhi di dosso nemmeno per un secondo”
A questa frase segue un duello di sguardi che non riesco a capire. Il silenzio è opprimente.
La risata di Mike arriva come un’ancora di salvezza a rompere l’atmosfera tesa
“Dai Steve piantala” mi deposita davanti un piatto fumante e dall’aspetto delizioso “Lo sai che è fatto così, lo amiamo per questo”
Sono troppo affamata per chiedere spiegazioni su quello che sta succedendo tra quei tre ma, mentre attacco il cibo, mi riprometto di indagare più a fondo non appena mi sarò riempita lo stomaco.
Steve scoppia a ridere e tira una manata sulla spalla dello stronzo “Sei incorreggibile”
Lui sorride alzando le spalle “Curamela”
“Tranquillo fratello. Ci penso io.”
Penso che è tutto assurdo e che devo essermi persa qualcosa di importante. Li guardo con una muta richiesta di spiegazioni impressa negli occhi ma evidentemente nessuno ha intenzione di spiegarmi nulla, visto che i tre hanno ripreso a ridere insieme scambiandosi pacche di fratellanza sulle spalle.
“Il mio ufficio è tutto tuo”
“Ti ringrazio, posso sempre contare su di te!”
“Certo che puoi” ribatte facendogli l’occhiolino “E già che lo chiami digli che mi deve ancora consegnare la vodka che gli ho ordinato un mese fa”
“Ok ok tranquillo, ci penso io”
Si china per darmi un  bacio leggero sulle  labbra.
“Chiami i fornitori a quest’ora di notte????” è tutto sempre più assurdo.
“Si, sono fornitori esteri” un altro bacio spezza la frase “Torno subito piccola, stai con loro”
Guardo la sua schiena mentre si allontana tra la folla chiedendomi a cosa ho appena assistito ma, soprattutto, cosa mi sta sfuggendo?
Mike mi piazza davanti un altro cocktail.
Beh, si, forse questa è la cosa migliore da fare.
Afferro il bicchiere sperando che le mie domande anneghino li dentro.

 

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