Inquietudine

Come gran parte dei momenti nostalgia, il racconto della nascita della “Centrale” ha riportato i tre nel passato ed ora, tra una bevuta e l’altra, si stanno praticamente sfidando a chi tira fuori dal cilindro dei ricordi l’aneddoto più divertente sulla loro amicizia. Sono così presi dalle loro storie che non mi danno troppa attenzione quando dico che devo andare in bagno e mi allontano; ma invece di dirigermi alla toilette guadagno l’uscita senza che loro si accorgano. L’aria della notte è sempre più fredda e mi fa rabbrividire. Appoggiata al muro accendo la sigaretta: la prima boccata mi calma e mi schiarisce le idee.
Ripenso allo scontro con la bionda e a tutto quello che ha detto. E’ evidente che tra lei e lo stronzo ci sia stato qualcosa, mi chiedo se non ci sia ancora.
Certo le sue frecciatine a Steve e Mike hanno  lasciato intendere che anche con loro in passato ci sia stato un rapporto più stretto ma alla fine lei è venuta qui cercando solo Lui.
Perché?
E perché Steve le ha proibito l’accesso al locale?
Chi era l’altra donna con lei e come ha fatto a sapere che lui era qui? A parte quando è venuto a prendermi in stazione e l’uscita al ristorante (oddio mi sembrano passati secoli da quella sera) non abbiamo praticamente mai lasciato la stanza dell’albergo.
O no? In effetti lui è uscito più volte dalla camera dicendo di dover fare delle telefonate di lavoro, ma ora che ci penso è uscito anche per rispondere a delle telefonate! Saranno state sempre di lavoro? O magari chiamava lei?
Ma perché avrebbe dovuto chiamarla? Non ha alcun senso logico no?
Certo, pensandoci meglio, Lui è pure riuscito a ordinare del cibo e mandare i miei vestiti a lavare, e tutto mentre io dormivo senza accorgermi di nulla. Magari ha fatto anche altro no? Magari ha visto la bionda o la sua amica.

Finisco la sigaretta e me ne accendo subito un altra. Non ho voglia di rientrare.

Le domande si insinuano nel mio cervello: continue, illogiche, incontrollabili.

Vorrei farle a Lui ma in fondo mi continuo a ripetere che non ne ho alcun diritto.

Chi sono io per potergli chiedere risposte? Ci frequentiamo si e no da due giorni praticamente.

Non mi spiego questa paura ne tanto meno l’inquietudine che sento scorrermi nelle vene.

Cerco di svuotare la mente. Do un altro tiro alla sigaretta: il fumo rotola nella mia bocca.
I minuti passano mentre mi perdo guardando le volute di fumo che si intrecciano giocose prima di svanire nel buio. Penso che sia incredibile che una cosa così tossica e dannosa possa creare dei ricami così belli.

Nella mia mente finalmente vuota all’improvviso, come un cartello luminoso accesosi inaspettatamente nel buio più totale, emerge la domanda che da un senso a tutto il mio disagio: io sarò la prossima “bionda”? Scopata e abbandonata? Destinata a piazzare delle sentinelle che mi avvisino del suo arrivo? Condannata a fargli umiliate piazzate nei locali solo per avere un briciolo di quell’attenzione di cui ormai sono drogata e dipendente?

La sigaretta mi brucia le dita, la lascio cadere a terra e l’improvviso lieve dolore sulla pelle mi distoglie per un attimo dal mio tormento.

La ritrovata lucidità mi permette di cogliere un rumore improvviso nel silenzio della notte.

Forse, in fondo, non è stata una buona idea uscire da sola in mezzo a questo nulla!

Finzione

Di nuovo al bancone, seduta tra loro tre che mi guardano come se fossi appena sbarcata da un astronave aliena, fingo indifferenza nascondendomi dietro al mio whisky.
“Allora” chiedo come se nulla fosse accaduto “volete dirmi come finisce sta storia oppure no?”
Dopo un attimo di silenzio perplesso, tutti e tre ricominciano a parlare contemporaneamente.
“Ehi, ehi” li riprendo sorridendo “Uno per volta per favore, così non capisco nulla”
Visibilmente rilassati per la mia apparente impermeabilità a quanto appena accaduto riescono finalmente a raccontarmi, un po per uno, l’intera vicenda: la “fuga” in macchina alla ricerca di pace e solitudine, l’arrivo in questo posto magico e dimenticato dagli dei e di Mike che a causa dell’appuntamento saltato perde un grosso affare e il posto di lavoro. Il racconto prosegue tra risate e commozione e così vengo a sapere di come Jonathan sia partito alla ricerca di Steve per salvarlo dalle grinfie di Mike che era deciso a scovarlo e prenderlo a calci per avergli fatto perdere tutto, di come, inspiegabilmente, i tre si siano ritrovati qui, di come si siano messi a litigare e come questa lite si sia infine trasformata in una collettiva sbronza epocale. E infine mi raccontano come in preda alla sbronza avevano deciso di sfidarsi ad una prova di coraggio per decidere chi tra i tre era più uomo degli altri ( che poi nemmeno loro sanno come cavolo erano arrivati dal volersi prendere a pugni a voler stabilire un’assurdità del genere) e quindi avevano deciso di esplorare quello che gli abitanti del posto chiamavano “il salto dei dannati” ovvero una centrale idroelettrica abbandonata e decadente da anni utilizzata solo dai pochi tossici della zona e dagli aspiranti suicidi di tutta la regione che arrivavano fin li per mettere fine ai loro tormenti con un ultimo pauroso salto oltre il ponte.
Così erano arrivati fino alla centrale in una notte di luna piena ma, invece di rimanere terrorizzati dal luogo spettrale e dalla sua tragica nomea, quei tre, probabilmente complice l’annebbiamento dato dall’alcool, erano rimasti incantati da quel posto: il rumore dell’acqua che scorreva, la luce di luna e stelle che illuminavano il cielo e si riflettevano sull’acqua come infinite candele, l’immenso prato e al centro lo spettrale splendore di quella costruzione dimenticata.
Vanno avanti a parlare per ore di come da quel giorno le loro vite siano cambiate e di come trasformarono quel posto in quello che oggi, scopro, è uno dei locali più alla moda di tutto il nord Italia.
Sorseggio il mio whisky fingendo di ascoltare. In realtà l’adrenalina sta abbandonando il mio corpo e mi scopro davvero scossa per il match con la bionda.
Stringo il bicchiere con entrambe le mani per nascondere il tremore che le agita e la voglia di fumare una sigaretta da sola, nel freddo buoi della notte, s’impossessa di me.
Voglio andarmene. Voglio andarmene adesso.
Lo guardo: in mezzo ai suoi amici, rilassato e divertito con quel sorriso sexy da morire che gli illumina anche gli occhi.
Ride quando Steve se ne esce con una battuta su Mike e qualcosa che combinò anni fa.
Ride e io sento gli occhi riempirsi di lacrime.